Parliamo di IA a scuola.
Sento spesso dire che il futuro è di chi sa utilizzare l’IA perché tutti i nuovi lavori lo prevederanno come requisito fondamentale. Ma è proprio sul termine UTILIZZARE che voglio soffermarmi e fare un ragionamento.
Paradossalmente, chi è in grado di utilizzare veramente l’IA siamo Noi, quelli della generazione anni 70/80; sì, proprio Noi, quelli di fatto mediamente più imbranati sulla gestione delle nuove tecnologie, perché siamo cresciuti senza, è vero, MA APPUNTO PER QUESTO ci siamo formati delle competenze: leggere, scrivere, pensare, sbagliare, correggerci...faticare.
Ora, perché si possa "utilizzare" qualcosa, è necessario che quel qualcosa sia uno "strumento" e per essere uno strumento deve essere qualcosa di "diverso e distaccato" da chi lo utilizza.
Se invece ci nasci, con l’IA, e le tue facoltà le vengono fin da subito delegate, quello non è più un tuo strumento, ma succede che inizi, tu, a “essere parte dello strumento”; succede che non c’è più distinzione e fra chi usa e chi è usato, fra chi istruisce e chi viene istruito.
E badate che, per obiettare a chi minimizza facendo paragoni con momenti in cui sono state introdotte innovazioni rivoluzionarie, l’IA è una faccenda di portata molto diversa rispetto all’introduzione della penna stilografica o della televisione. Perché l'IA ha la potenzialità di eliminare OGNI genere di fatica. Da quella fisica a quella mentale. E laddove la fatica viene completamente annullata, non c’è più sviluppo, ma infiacchimento.
Un tempo gli uomini erano forti e vigorosi perché lavoravano nei campi e cacciavano. Con l’avvento delle macchine è stato necessario creare palestre in cui poter formare quella parte fisica che non si sarebbe altrimenti più sviluppata con i lavori sedentari.
Ugualmente ora la scuola dovrà essere una PALESTRA DELLE FACOLTA' UMANE e il suo compito di “insegnare ad utilizzare l’IA” dovrà passare paradossalmente attraverso il coraggio di farne a meno. Perché solo facendone a meno, solo creando ampi spazi in cui sia l'umano a doversi manifestare senza farsi sostituire, si possono costruire le competenze affinché l’IA possa essere usata, anziché subita.
Avete presente il “pruning sinaptico”? È il fenomeno del “taglio delle sinapsi” per cui determinate funzioni cerebrali vengono inibite se non utilizzate entro una certa età, perché il nostro sistema, per questioni di efficienza, seleziona e scarta ciò che percepisce come inutile.
Guardiamo la realtà in faccia: gli alunni - già ora - arrivano nelle aule sapendone molto più della maggior parte dei loro insegnanti dei diversi utilizzi dell’IA. Quello di cui avranno sempre più bisogno non saranno insegnanti che hanno fatto millemila corsi di aggiornamento sull’ultmo modello di chatbox, ma di “persone” che li mettano in grado di elaborare un pensiero, di fare un calcolo a mente, di costruire connessioni neurali che li rendano prima di tutti esseri umani dotati di un'intelligenza autonoma e non dipendente dal supporto costante di una macchina.
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