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  Benvenuto e benvenuta. Il mio nome è Elena. Sono un’insegnante, una coach, ma prima ancora un’appassionata dell’invisibile, del mistero ch...

martedì 30 dicembre 2025

LA FORZA DEL FIORE: LA MOTIVAZIONE

 

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     Quanta fatica fa un fiore a sbocciare? Zero.

Ha un motivo che lo spinge a farlo: diventare QUEL fiore. Nessuno gli dice che dovrebbe diventare qualcos’altro, dove crescere, quanti petali avere, di che colore, quale profumo sprigionare. E lui, del resto, non chiede il permesso. Non gli importa di piacere o non piacere. Procede fino a fioritura. Gli servono solo acqua, luce e calore, cioè le condizioni adatte. E a volte fiorisce ostinatamente anche in condizioni non propriamente favorevoli. 

Allo stesso modo noi sapremmo già in maniera spontanea e naturale cosa dobbiamo diventare; se non fosse che veniamo confusi. Ad un certo punto, infatti, iniziano a dirci che questo è importante e questo no, che questa cosa è giusta e l’altra sbagliata, che questo conviene e l’altro no. 

Nel rumore di queste interferenze perdiamo il nostro "motivo" primario o altrimenti detto, la motivazione. Quella di cui si parla tanto a scuola, perché di solito manca e non si sa come recuperarla. E senza motivazione il processo di crescita ristagna. 

Il termine viene dal latino  motivum (capace di muovere) e motus (movimento), indicando ciò che mette in moto una persona verso un obiettivo, una spinta interiore o un bisogno.

Pensaci: quanta fatica fai a studiare (o fare) qualcosa che ti interessa? Molto poca. O nessuna. Perché in quel caso sei "motivato", cioè "mosso verso", spinto da un'energia interiore che rende i tuoi comportamenti attivi e orientati a un fine. 

Al liceo, per tutto l'ultimo triennio, ho avuto una professoressa di francese che aveva grossi problemi ed era seriamente impedita ad insegnarmi alcunché. Ma io amavo talmente quella disciplina, ero talmente "motivata" ad apprenderla, che l'ho studiata e imparata da sola, e oggi la insegno. Questo fa, la motivazione. Ti toglie le scuse, ti muove senza se e senza ma.

Vuoi avere la stessa forza del fiore? Allora fai caso a cosa ti “mette in moto”, a cosa ti espande, a cosa ti dà soddisfazione e senso di gratificazione profonda quando lo fai, e semplicemente abbine cura. Seguilo. 

Non ti tradirà, il tuo "motivo" non può che portarti verso te stesso/a. 

 

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venerdì 26 dicembre 2025

A SCUOLA: QUANDO LA FATICA DIVENTA OSTINAZIONE

 


Nel corso di circa vent’anni trascorsi nelle Scuole Superiori ho avuto modo di osservare da vicino moltissimi ragazzi e ragazze alle prese con il proprio percorso di studi. Ho visto entusiasmo, curiosità, talento, ma anche — troppo spesso — affanno, frustrazione e una fatica che sembrava non portare da nessuna parte.
Studenti e studentesse che proseguivano per anni su strade che apparivano chiaramente poco coerenti con la loro natura, con i loro interessi e con il loro modo di funzionare. Eppure continuavano. Per inerzia, per aspettative esterne, per timore di cambiare, o perché “ormai avevano iniziato”.

Questo tipo di sofferenza, a mio modo di vedere, andrebbe evitata. La fatica è una componente fondamentale di qualsiasi percorso di crescita, ma è “sacra” solo quando costruisce: quando contribuisce a dare forma al progetto profondo di una persona, a ciò che potremmo chiamare il suo daimon. Quando invece la fatica diventa distruttiva — quando erode la fiducia in sé, compromette la salute fisica o il benessere psicologico — allora non è più un passaggio necessario, ma un accanimento privo di senso.

Ci sono segnali che dovrebbero farci fermare a riflettere.
Quando gli insuccessi si accumulano nonostante l’impegno costante.
Quando l’interesse verso ciò che si studia è talmente basso da rendere impossibile applicarsi.
Quando, all’idea di andare a scuola, il corpo reagisce con sintomi, tensioni, malesseri ricorrenti.

In questi casi diventa fondamentale fermarsi e chiedersi:


Perché lo sto facendo?
Per CHI lo sto facendo?
Come ho scelto questo percorso?
È davvero quello giusto per me, oggi?

Sono domande semplici, ma potentissime. Eppure vengono poste raramente, o troppo tardi. Spesso si dà per scontato che resistere sia sempre la risposta, che mollare sia una colpa, che cambiare direzione equivalga a fallire o deludere.

Io credo il contrario. Credo che orientarsi significhi proprio questo: fermarsi, ascoltarsi, rileggere la propria storia e fare scelte più consapevoli. Per questo ho deciso di dedicarmi all’orientamento. Per porre — e aiutare a porre — queste domande a chi sente che il tempo è il bene più prezioso che abbiamo e non vuole sprecarlo in percorsi che non gli somigliano.

Ricorda: la fatica ha senso, e spesso ne ha moltissimo. Ma solo se ti avvicina a ciò che sei davvero.

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lunedì 22 dicembre 2025

BELLE NOVITA' IN ARRIVO (SPOILER)!!!!!!

 

 

LA GUIDA ALL'ORIENTAMENTO CONSAPEVOLE CHE TUTTI ASPETTAVATE E' IN ARRIVO!
Mi sento un po' come se aprissi le tende su casa mia, insomma orgogliosa ma anche in soggezione a mostrare qualcosa di intimo che ha preso forma in questi sei mesi di semi-ritiro dalle cose del mondo e di full immersion in me stessa.
Da diversi anni - attraverso il mio blog, le interviste, le serate, l'ascolto attento di quanto percepivo anche a scuola, nelle mie classi - il tema dell'orientamento si è fatto strada in me come qualcosa di imprescindibile e necessario. Non, però, nell'accezione in cui lo vedevo approcciare (un problema, una faccenda da sbrigare nel minor tempo possibile), ma come esigenza di sostare nell'ascolto autentico di se stessi.
Da oggi, e fino all'uscita di questo "libro-guida" che vedrà la luce nelle prossime settimane, vi parlerò spesso dei come e dei perché, invitandovi a comprendere la portata di questo tema, che ci riguarda tutti e che non può risolversi nei termini di una sbrigativa procedura tecnica da lasciarsi alle spalle il prima possibile.
Credo - e mi auguro - di aver confezionato uno strumento che potrà essere di pratica utilità per molti. 
- STAY TUNED!!
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