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  Benvenuto e benvenuta. Il mio nome è Elena. Sono un’insegnante, una coach, ma prima ancora un’appassionata dell’invisibile, del mistero ch...

lunedì 30 dicembre 2024

CONOSCI LE TUE "PERSONAL STRENGHTS"?

Con questo post voglio darti l'opportunità di scoprire (o di riconfermare) quali sono i punti di forza del tuo carattere. 



 

Forse non sapevi che nel 2004 M. Seligman e C. Peterson, fondatori della Psicologia Positiva (se non sai di cosa si tratta clicca qui https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_positiva), hanno elaborato la teoria sulle Virtù e Potenzialità Umane, constatando l'esistenza di 6 virtù universali del carattere, suddivise a loro volta in 24 punti di forza (Personal strenghts) che tutti gli esseri umani possiedono, indipendentemente dalla loro cultura, etnia o collocazione geografica. 

Ecco intanto quali sono le 6 virtù universali:

·        Saggezza
Che raccoglie in sé tutti i punti di forza legati alla conoscenza ed al suo uso.

·        Coraggio
Che fa riferimento a ciò che ci dà la forza e la motivazione per continuare e affrontare le sfide.

·        Umanità
Sono i punti di forza della relazione umana (uno-a-uno)

·        Giustizia
L’altra faccia della medaglia dell’umanità: i punti di forza della relazione umana (uno-molti)

·        Temperanza
Quegli aspetti che ci permettono di regolarci tra gli eccessi.

·        Trascendenza
Qui troviamo i punti di forza legati alla facoltà di affidarsi a qualcosa di inspiegabile e incomprensibile.

Ciascuna virtù racchiude in sé delle qualità specifiche, quali il coraggio, la creatività, l'umiltà, la curiosità, la prudenza... e così via.

Conoscere i tuoi punti di forza può darti grandi benefici in termini di:

·        benessere personale
I Punti di Forza sono qualcosa che noi siamo e metterli in atto ci fa sentire bene, ci dà gioia e sollievo, perché ci fa sentire la vita più nostra.

·        engagement e motivazione
Fare qualcosa, agendo i nostri punti di forza, rende quel qualcosa più entusiasmante, divertente e piacevole, aumentando quindi la motivazione e l’engagement. I punti di forza ci mandano anche in stato di flusso (FLOW), ottimizzando il nostro fare.

·        auto-efficacia e produttività
Agire mettendo in atto i nostri punti di forza ci permette di rendere le azioni più efficaci e semplici, scorrevoli ed in cui riusciamo a dare il meglio.

·        senso di realizzazione
Usare i punti di forza in modo equilibrato ci permette di sentirci di più “noi stessi”: più allineati con la vita, con quello che accade, come se fossimo dentro ad un processo di realizzazione personale.

Se a questo punto non vedi l'ora di scoprire quali sono le tue Personal Strenghts non ti resta che cliccare sul link che ti lascio di seguito 👉https://www.personality-quizzes.com/via-character-strengths#:~:text=The%20test%20is%20primarily%20based,Justice%2C%20Temperance%2C%20and%20Transcendence.

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GLI INDIZI: TALENTI E PASSIONI

 

 

Talenti (ciò che sappiamo fare): nessuno nasce privo di talenti, cioè di capacità distintive che possono essere messe a frutto, anche in campo lavorativo, per la propria e l’altrui soddisfazione. Alcuni sono evidenti fin da subito, altri emergono nel momento in cui si viene spinti ad un’analisi interiore e guidati a riconoscerli. Non si tratta soltanto di abilità artistiche, sportive o intellettuali come spesso si crede, ma anche di qualità del carattere, di personal strenghts, che spesso vengono poco messe in rilievo, come l’empatia, il senso di responsabilità, la determinazione, la facilità di comunicare, e così via. 

I talenti ci sono stati dati perché li utilizzassimo; non farlo sarebbe un po’ come mortificare la nostra natura e privarci di quello che più ci fa sentire vivi e in armonia con noi stessi.

Una delle immagini che più mi ha colpito rispetto ai talenti è questa che ho caricato proprio qui sopra: ricordo che un giorno un formatore mi disse "i talenti sono come le braccia, potreste immaginarvi di rimanere a lungo con le braccia legate?" Provate ad evocare la sensazione: personalmente io dopo un po' impazzirei. Questo perché le nostre braccia esistono con uno scopo ed impedire a noi stessi di farne uso ci provoca una sensazione di stress, di angoscia. 

Lo stesso vale per i nostri talenti. Se cerchiamo di reprimerli, o se qualcuno ci impedisce di coltivarli e svilupparli, essi troveranno il modo di farsi sentire, di reclamare i loro diritti, anche in maniera poco simpatica, trasformandosi in sintomi fisici o in un'irrequietezza e insoddisfazione di vita persistenti.

Ricordate la parabola di Gesù sui talenti? (se non la conoscete potete leggerla qui  https://www.biblegateway.com/passage/?search=Matteo%2025%3A14-30&version=CEI ). 

Anche in questo caso viene ribadito che i doni che ci sono stati dati non vanno nascosti ma messi al servizio di tutti, per la gioia nostra e di chi ci circonda.

Non è matematico, ma è molto probabile, che coltivando uno o più dei nostri talenti nascano in noi quelle che chiamiamo le Passioni (ciò che amiamo fare). Di sicuro nella vita c’è qualcosa che ci coinvolge con un alto grado di emozionalità ed intensità (pathos) e a cui di conseguenza tendiamo a dedicare almeno parte del nostro tempo libero. Quando passione e talento si incontrano inizia una "storia d'amore" 😍 che può plausibilmente suggerirci la strada che conduce al nostro daimon e ad una possibile realizzazione personale.

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domenica 29 dicembre 2024

EUDAIMONIA: CONOSCERE IL NOSTRO DAIMON

 

 

Ecco un'altra parola apparentemente difficile! 
Ma se aguzziamo la vista e andiamo ad indagare al suo interno scopriremo quanto è bella.

Eudaimonia contiene in sé il termine daimon, una parola che ha origine dal greco antico e che significa messaggero divino, spirito guida che aleggia in una zona di mezzo, la stessa in cui risiede l’anima, e fa da tramite tra Dio e l’uomo. Secondo Platone si tratta di una sorta di creatura divina preposta a guidarci nel compimento di ciò che la nostra anima si sceglie prima di venire al mondo.

Per definizione, l'eudaimonia è la forma più alta di bene e benessere umano, a cui ciascuno ha il diritto e il dovere di aspirare.Va oltre la semplice felicità e si riferisce a una vita ben vissuta, che realizza il proprio vero potenziale e scopo. 

Qualcuno di voi ricorda il fantasy "La bussola d'oro" (film del 2007)? La protagonista, Lyra Belacqua, convive fin dalla nascita in simbiosi con il suo animaletto Pantalaimon, che non la lascia mai sola. Lo stesso vale per tutti gli abitanti di questo "mondo parallelo", in cui ad ogni individuo è associato un "daimon" che ne condivide caratteristiche e destino. Non può vivere l'uno senza l'altro.

Secondo il mito di Er raccontato da Platone nella Repubblica :

Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine, un disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino. 

Dunque prima di venire alla luce in questo mondo, riceviamo un daimon, un compagno di viaggio che rappresenta in qualche modo la nostra natura più profonda (la "ghianda" di cui parla Hillman nel suo Codice dell'Anima) e che per lunghi periodi può restare segreto, essere ignorato o sottovalutato, ma che prima o poi saprà manifestarsi. Il daimon è la chiave per individuare la vocazione che è in noi da sempre. 

Cosa ne pensate di questa visione? Non è affascinante? Per quanto mi riguarda la sposo appieno. OrientARSi è infatti un progetto eudaimonico, che mira a risvegliare la consapevolezza del nostro daimon, al fine di poterci realizzare facendo fiorire la nostra unicità. 

Non ci resta che porci le domande giuste per avvicinarci a lui e conoscerlo. Come fare? Ne parleremo. 😊

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giovedì 26 dicembre 2024

L'ANTICA ARTE DELLA MAIEUTICA

 


"Che cosa c'entra quest'uomo pensoso con la nostra faccenda dell'orientarci?"

State scherzando, vero? Socrate è il padre di tutti i coach, colui che dobbiamo prendere a modello ed esempio nel momento in cui ci approcciamo ad una riflessione che abbia per fine l'autoconoscenza. 

La Maieutica è l’arte del “far partorire a ciascuno la verità che già possiede dentro di sé” e si esplica in una relazione educativa che consiste nel porre domande più che nel fornire risposte. La domanda infatti ci apre continuamente alla scoperta, si fa trampolino per una domanda ulteriore, ampliando così il nostro orizzonte di esplorazione, mentre la risposta chiude e limita, soprattutto quando è definitiva e preconfezionata. L’abilità di porre e porsi domande diventa quindi un requisito fondamentale nel processo su cui si basa un autentico “orientamento”.

Vi siete mai chiesti come mai i bambini ad un certo punto smettono di tormentarci con le loro domande impossibili? Come mai perdono curiosità sul mondo che li circonda, tanto che sembra non siano più desiderosi di imparare? Sarà forse perché la scuola offre perlopiù risposte fisse che non ammettono repliche e massacrano il pensiero divergente? 

( se vuoi saperne di più sul pensiero divergente clicca qui https://www.youtube.com/watch?v=weQ0WYgpWbo)

Anni fa, già nel 2017, in alcune pillole-video su Youtube, parlavo di domand-abilità (la capacità di fare domande), un neologismo che mi ero permessa di creare sulla falsariga del termine respons-abilità (la capacità di dare risposte), e di quanto fosse importante coltivarla per non inaridirsi e non vivere passivamente l'apprendimento. 

Ma anche, e a maggior ragione, quando si tratta di fare una scelta per il nostro futuro, o di aiutare i nostri figli in tale scelta, è primario sapersi interrogare, sapersi prendere il tempo per farlo, sapere quali sono le domande migliori, più efficaci, e non ultimo saperle ripulire dai nostri preconcetti in modo che siano domande autentiche, non condizionate. 

Se poi dovessimo decidere di farci aiutare da un esperto, assicuriamoci che ci guardi con l'occhiale del coach, colui che "sa di non sapere" e diffidiamo invece di chi cerca di indirizzarci con troppa risolutezza, perché gli unici a conoscere qual è la cosa giusta per noi ... indovinate ... siamo sempre e solo noi.

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ISTRUZIONE VS EDUCAZIONE

 


E' possibile che non vi siate mai soffermati a distinguere fra questi due termini, considerandoli perlopiù sinonimi. Ma vi svelerò un segreto: non è affatto così! Anzi... se risaliamo al loro etimo possiamo renderci conto che queste due parole descrivono movimenti opposti. Quando IN-struisco sto "mettendo dentro", mentre quando EX-duco sto "tirando fuori". 

Il nostro modello scolastico asserisce di fare educazione, ma a ben vedere la gran parte di ciò che avviene dentro le aule è istruzione, cioè il tentativo - spesso vano - di trasferire nelle menti "vuote" degli allievi quelle conoscenze che costituiscono il patrimonio culturale di base della comunità umana. Conoscenze, tra l'altro, selezionate e stabilite da "qualcuno" che ne ha deciso la priorità rispetto ad altre (ovviamente non sarebbe possibile in-struire tutto lo scibile umano). 

L'educazione, al contrario, si basa sul presupposto che ciascuno nasca già con una sua natura potenziale, con caratteristiche uniche che attendono di essere scoperte e portate a manifestazione. 

James Hillmann nel suo celebre libro “Il codice dell’anima”, chiama questo potenziale “la ghianda”, un seme, insomma, che deve essere portato a fioritura, pena la non-realizzazione della persona. Chi si definisce educatore nei vari ambiti (quindi senz’altro anche in quello della scuola), ma anche ciascuno nei confronti di se stesso, sarebbe pertanto chiamato ad assumere un atteggiamento di cura, curiosità e rispetto nei confronti di quanto di peculiare già pre-esiste all’interno dell’essere umano e vuole manifestarsi. 

Stava e-ducando Michelangelo, quando con il suo scalpello estraeva dal blocco di marmo la figura che già lo abitava. 

Stava e-ducando Socrate, quando con il suo metodo di conoscenza basato sulle domande e sul "so di non sapere", assisteva meravigliato alla nascita della verità personale partorita dai suoi interlocutori (maieutica). 

Stiamo e-ducando noi, ogni qualvolta rinunciamo alla pretesa di inculcare saperi predefiniti e ci approcciamo con curiosità a quel seme che sta cercando il suo modo di aprirsi e sbocciare nella sua unicità. 

Tenere a mente questa differenza ci verrà molto utile nel nostro indagare il tema dell'Orientamento, poiché l'orientarsi è una faccenda totalmente personale che non può prescindere da una consapevole e solida fase educativa.

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INTERVISTA "UN AIUTO PER L'ORIENTAMENTO"




La mia intervista relativa alla serata di Aiuto all'Orientamento che ho tenuto in Novembre nella Repubblica di San Marino. Incontrare genitori, studenti e in generale persone che abbiano a cuore il tema della strada più idonea da percorrere per la loro realizzazione, e presentare una visione di orientamento fuori dai soliti luoghi comuni è per me un piacere e lo faccio in spirito di servizio. 
Se gestisci un centro culturale, una scuola, un'associazione e desideri organizzare un incontro pubblico su questo tema contattami qui https://orientarsiversose.netlify.app/#home


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mercoledì 25 dicembre 2024

MA COS'E' DAVVERO L' ORIENTAMENTO?

 Perché ci tengo tanto a parlare di Orientamento?

1)     Innanzitutto perché nel mondo in cui viviamo, penso ne conveniate, c’è tanto disorientamento.
2)     Perché il termine Orientamento viene frainteso. Il senso che gli diamo comunemente infatti NON è quello reale. Di conseguenza lo consideriamo un argomento marginale, mentre al contrario è CENTRALE.
3)     Perché tante famiglie non sanno a chi rivolgersi quando hanno bisogno di aiutare i propri ragazzi a fare una scelta ( scolastica, lavorativa …).
4)     Perché si pensa che l’orientamento riguardi soltanto scolari e studenti, mentre non è proprio così, ci riguarda tutti.
5)    Perché mi appassiona tantissimo accompagnare le persone in una riflessione sul tema della DIREZIONE, dato che
spesso trovare la direzione è anche trovare il SENSO (non per niente i due termini sono sinonimi).

La mia ormai lunga esperienza mi dice che la scuola negli ultimi anni sta facendo tanto in questa direzione investendo tempo e risorse umane, ma non coglie davvero il punto. 
Si concentra infatti sull’illustrare le possibilità che il panorama scolastico/universitario offre, analizza il mercato del lavoro per determinare quali sbocchi siano i più smart, offre insomma una panoramica "orizzontale" della questione. Si risolve in una specie di mercato della scuola e del lavoro. In entrata/in uscita. 
Una camera di smistamento sulla base di criteri soprattutto estrinseci. Non ho usato la parola “mercato” a caso. Le scuole superiori oramai sono letteralmente aziende che devono contendersi utenti (clienti) e sono costrette a mettersi in vetrina e a rendersi allettanti mostrandosi migliori della concorrenza. Su quali siano i “punti di forza” su cui si tende a far leva ci sarebbe parecchio da scrivere, ma lo farò semmai in un’altra occasione perché la domanda su cui vorrei porre l’accento ora è: quanti ragazzi e ragazze prima di sapere a quale facoltà (o scuola superiore) iscriversi hanno innanzitutto fatto un percorso di riflessione che li abbia guidati verso una scelta autentica ed in linea con le proprie attitudini e desideri? 

La realtà è che molti (sia dalla terza media verso le superiori, sia dalle superiori verso l'università o il mondo del lavoro) non sanno che cosa vogliono davvero fare "da grandi" ed entrano in crisi. E le famiglie non sono supportate da nessuno in questa scelta, tant'è che spesso si va per esclusione e "ci si prova" senza grande cognizione di causa.

Ma quindi cos'è davvero l’orientamento? Iniziamo col togliere di mezzo il luogo comune secondo cui sarebbe “quel momento in cui si sceglie una scuola”. Certo, è anche questo, ma orientarsi non significa solo frequentare gli Open Day dei vari Istituti.

Bisogna invece partire a monte… orientarsi è prima di tutto "trovare l'Oriente", come ben sapevano i nostri antenati quando, in tempi ormai remoti e sprovvisti di Smartphone e GPS, si affidavano alla conoscenza della natura. Cosa succede a Oriente? Ovviamente sorge il sole. E allora, volendo trasferire il concetto su un piano simbolico, l'oriente è quel luogo - che non si vede ma si sente- in cui nasce la nostra stella interiore. Cos’è che ci illumina e ci scalda? Che ci fa sentire vivi? Ecco che allora orientarsi e orientare qualcuno prende un altro significato piuttosto che semplicemente illustrargli quali sono le scuole, le università o i mestieri a sua disposizione.

           

E’ guardarsi dentro PRIMA di guardarsi intorno.


 
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Benvenuti su OrientARSi!

 
Benvenuto e benvenuta. Il mio nome è Elena. Sono un’insegnante, una coach, ma prima ancora un’appassionata dell’invisibile, del mistero che permea questa nostra condizione di esseri incarnati, e dell’animo umano. La mia pluriennale esperienza alle Scuole Superiori mi ha messa in contatto con tante giovani meravigliose anime assetate di bellezza, ma alle quali vengono quotidianamente negati proprio quegli strumenti che gli consentirebbero di fare della loro vita il capolavoro che merita di essere.
I profondi mutamenti che respiriamo e viviamo in quest’epoca decadente e di passaggio mi hanno portata ad interrogarmi su quale servizio io possa (tentare di) offrire in un'ottica di evoluzione verso un'umanità risvegliata. Purtroppo la scuola che abbiamo sotto gli occhi si configura più come una “complice obbligata” di un sistema che come un acceleratore del cambiamento che desideriamo, producendo in serie “addetti” ben istruiti al mondo poco edificante che troveranno fuori piuttosto che spiriti autonomi e pieni di passione.  Mi pare evidente che sia necessario riconsiderare con forza il senso dell’e-ducere e tentare di sopperire per quanto possibile a ciò che “l’azienda scolastica” non riesce attualmente ad offrire, concentrata com’è sulla trasmissione delle conoscenze, su itinerari didattici imposti da completare e sulle tante incombenze formali che le spettano. 

Da dove partire se non, come per ogni lavoro di autentica trasformazione, dall'interno? Nasce così “OrientARSi”, un progetto che ha per obiettivo la reale natura dell’individuo, quella che dovrebbe costituire il motore propulsivo di ogni apprendimento teso alla costruzione del proprio progetto personale, e dare quindi direzione, senso e significato anche all’impegno e alla fatica del formarsi.

(Trovi più info su https://orientarsiversose.netlify.app/#home )

In questo spazio che ho voluto aprire, voglio condividere considerazioni, input e suggerimenti rispetto al tema dell’Orientamento, riportandolo alla sua accezione più utile e più vera, quella appunto di scoprirsi portatori unici e speciali di un disegno da realizzare con dedizione e gioia secondo i propri talenti.

Spero di fornire un contributo a ragazzi, giovani, genitori e a chiunque si stia domandando come ritrovare la propria strada nella vita, quella su cui sentirsi davvero realizzati e a proprio agio.

PARTIAMO!