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  Benvenuto e benvenuta. Il mio nome è Elena. Sono un’insegnante, una coach, ma prima ancora un’appassionata dell’invisibile, del mistero ch...

martedì 9 dicembre 2025

OPEN DAY - IL GIORNO IN CUI LA SCUOLA APPLICA IL FILTRO

 


Oggi condivido - con il suo permesso - questo divertentissimo quanto azzeccatissimo post scritto da La Peggio Prof, che trovate su Facebook. 
Il tono è ironico e leggero, ma mette in evidenza una realtà che chiunque abbia "abitato" per un po' la scuola superiore come luogo di lavoro conosce perfettamente. Quando si tratta di presentarsi all'esterno e risultare attraenti, il make-up diventa la faccenda principale: e allora vai di fondotinta, rimmel e eyeliner in quantità. Non che si dicano cose non vere, beninteso, ma diciamo che tutto viene un po' accentuato, romanzato, spruzzato di rosa glitter. 
E soprattutto il fulcro non è se questa scuola sia adatta per TE, ma quanto questa scuola sia  meravigliosa. Perché, diciamocelo, le scuole superiori non sono percorsi obbligati e in qualche modo si devono contendere il mercato.

Quante volte mi sono trovata a pensare la stessa cosa, forse - lo ammetto - con meno ilarità e più perplessità: come si fa a chiamare Orientamento questa roba qua?
Però ok, oggi ridiamoci su, che a volte una risata è capace di stimolare riflessione più di un predicozzo. 😉
 
OPEN DAY – QUANDO LA SCUOLA METTE IL FILTRO “VALORIZZA”
È iniziata la stagione degli Open Day, quel momento in cui la scuola si trasforma in una specie di Airbnb dove tutto profuma di pulito, tutti sorridono, si aprono nuovi spazi e i computer...magia, funzionano!
Quando dovevo scegliere la scuola per la mia progenie, anche io mi sono fatta trascinare dal tour guidato, con gli occhi sbarrati come se stessi comprando una casa.
“Questo è il laboratorio di scienze!”
“Che bello!” penso.
Peccato però che due anni dopo, quel laboratorio l’ha visto una volta. Per sbaglio.
Perché cercava il bagno.
Le hanno mostrato stanze perfette, progetti futuristici, esposizioni artistiche…
Una specie di Hogwarts versione italiana.
Peccato che poi la vera magia sia: “Mamma, oggi abbiamo fatto di nuovo grammatica”.
E niente, ogni anno rido da sola.
Da qualche tempo poi c’è la grande attrazione del momento: Le lezioni a porte aperte.
Così i ragazzi “vedono come si lavora in classe”. Come no.🤣
Quel giorno non si fa mai analisi logica, non si fa storia dell' arte, non si fanno calcoli.
No.
Quel giorno c’è sempre un giochino di ludolinguistica, il laboratorio di arte attack tenuto dalla prof in versione Giovanni Muciaccia, il gioco matematico uscito da tick tock.
Gli studenti, solitamente rintronati dalle 8 del mattino, diventano improvvisamente entusiasti.
Partecipano, sorridono, collaborano.
Una roba che a vederli pensi: “ma sono i miei alunni?guarda come sono attivi oggi 'sti str@nzi”. ☺️ In realtà anche loro puntano ad "incastrare" altri studenti 🤣
Poi il tour guidato della scuola:
“Questo è il laboratorio di astrofisica nucleare!”
(Che durante l’anno usiamo come deposito per sedie rotte e scatoloni del toner).
“Questa è l’aula dei progetti speciali!”
(Che si vede solo all’Open Day)
“Questa è la nostra sala multitasking!”
(Un luogo chiuso a chiave tutto l' anno)
Funziona sempre.
Perché per l' open day la scuola è più bella, più sorridente, più ottimista…
la versione “quando arrivano gli ospiti” con un mega filtro dentro. La scuola diventa come il trailer di un film: ti mostra il meglio, ti fa venire voglia, ti fa credere un po’.
Il film completo poi è un’altra storia, meno patinata, ma spesso bella e divertente lo stesso.
 
 
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